COME PIACERE A DIO NEI NOSTRI DOVERI QUOTIDIANI
"Molti si credono di non poter mai fare vera penitenza dei loro peccati, se non si danno alle austerità corporali. Sappiamo però, che fa molto buona penitenza dei suoi peccati chi si dà a far bene tutte le sue azioni per piacere al Signore, ch'è cosa di gran perfezione e di gran merito."
( S. Francesco di Sales)
S. Giov. Berchrmans non fece gran penitenze, ma tutta la sua perfezione l'aveva collocata in far bene e con grande esattezza le azioni ordinarie, avendosi a tale effetto scritto in una cartuccia questa massima: La mia penitenza più grande è la vita comune. Con questo solo, si rendè perfetto e caro a Dio.
"Non voler essere di quelli che mettono la perfezione nell'intraprendere molte cose, ma di quei che la mettono nel fare bene quel poco che fanno. E' molto meglio far poco e farlo bene, che intraprendere molto e farlo male. Sì, poco e buono; questo è il migliore. Se vogliamo far profitto, e quando vogliamo fare qualche ossequio più gradito a nostro Signore, non dobbiamo raddoppiare i nostri esercizi, ma perfezionare quelli che facciamo. "
(S. Francesco di Sales)
Una divota monaca ogni giorno recitava il Rosario di Quindici poste, ma con poca devozione. Apparsale un giorno la Vergine, le ordinò ch ne dicesse solo una terza parte, soggiungendo che le erano più gradite poche orazioni dette devotamente che molte dette senza devozione e con negligenza.

"Non vi date mai a credere, che sia tempo perduto quello che si spende per far bene il proprio ufficio. E' una cosa questa tanto accetta al Signore, che dà, in poco tempo, quanto darebbe in più volte e talora anche raddoppiato, quanto è stato lasciato per suo servizio. "
(Santa Teresa)
Racconta la stessa d'aver conosciuto varie persone ch'erano state molto tempo occupate totalmente in esercizi d'ubbidienza e di carità, e che con tutto ciò le vedeva tanto progredire nello spirito, che si stupiva. In particolare soggiunse:"Parlai! con una, la quale mi disse, che l'ubbidienza per quindici anni continui l'aveva tenuta tanto impiegata in uffici che in tutto quel tempo non si ricordava d'avere avuto un giorno libero per sé, sebbene procurasse, meglio che poteva, di prendersi qualche ora per la orazione. Nostro Signore la ricompensò molto bene, poiché nel fine, senza saper come, ebbe una grande libertà di spirito, dove trovò tutta la felicità che si può godere in questa vita".

"Anche le azioni piccole sono grandi, quando son ben fatte, tanto che riesce più grata a Dio e di maggior sua gloria una piccola azione fatta con desiderio di dar gusto a lui in quell'atto, che una grande opera fatta con meno fervore. Bisogna dunque mettere uno studio particolare nel far bene le opere piccole che sono più facili, e ci si presentano a tutte le ore, se vogliamo avanzare nell'amicizia del Signore. "
(San Francesco di Sales)
S. Ignazio disse d'un certo suo fratello laico muratore, che quanti mattoni collocava e quante martellate dava, altrettante corone si fabbricava in cielo, perché quelle opere erano fatte da lui con intenzione pura e retta.
Di S. Francesco Saverio si narra, che stava molto attento per far bene le cose piccole, e soleva dire:
-Non bisogna ingannarsi, perché chi non si rende eccellente nelle piccole cose, non lo sarà mai nelle grandi-
FONTE:
"DIARIO SPITUALE"
- Scelta di detti e fatti di Santi e di altre persone di singolare virtù -
EDIZIONI PAOLINE